lunedì 19 novembre 2007

Altri occhi: Paesaggi agli antipodi

Di Valeria Gentile.


Chris Johns e Winfield Parks ci offrono un toccante confronto di paesaggi naturali in cui l'uomo è riuscito a stabilirsi, con più o meno evidenti difficoltà di percorso. Il primo ci mostra un Sudafrica color ocra rossa, attraverso una foto dove la potenza del deserto Kalahari occupa più di 1/7 dell'intera immagine: il cielo appare soffocato da questa immensa presenza.
La difficile sopravvivenza in un clima così avverso a qualsiasi forma di vita è constatabile dalla scarsa presenza umana; tuttavia questo panorama apparentemente vuoto è pieno di indizi per la localizzazione di potenziali prede per i tre cacciatori visibili nella parte sinistra, che sanno leggere il deserto come fosse un libro: basta loro studiare un'impronta di animale per determinarne la specie, il sesso e l'età. E per stimare da quanto tempo quell'animale è passato di là, usano la loro conoscenza del tempo necessario alle termiti per riparare il loro nido, o ad un ragno per ricostruire la sua ragnatela. O ad un filo d'erba per tornare in posizione verticale.


Il secondo invece ci porta a Buenos Aires, in Argentina, dove la gente si diverte a fare il bagno nel Rio de la Plata, un estuario dei fiumi Paranà ed Uruguay. Queste acque rappresentano la frontiera tra l'Argentina e, appunto, l'Uruguay. Il vantaggio insito nel vivere accanto a questi fiumi è la riprova del fatto che l'acqua è l'elemento fondamentale per la vita, come testimoniano le prime civiltà della Mesopotamia.
La lucentezza di queste acque che riflettono i raggi del sole rende l'immagine ricca di vita: in un certo senso la vivacità nel movimento di onde e corpi supera la staticità tipica della fotografia. Ma mentre i corpi rossastri dei cacciatori nella foto di Johns si intona benissimo con l'ocra della sabbia e si confondono in essa, le scure figure di questi bagnanti si stagliano prepotentemente sullo sfondo chiaro del fiume. Da qui la riflessione sulla densità di popolazione, proporzionale alle possibilità di sopravvivenza.

lunedì 19 marzo 2007

Buenos Aires: 15 anni fa l'attentato all'ambasciata israeliana

Dal sito "Buenos Aires Daily", post del 17 marzo.

Ieri (16 marzo, ndr) Buenos Aires ha ricordato l'attentato all'ambasciata israeliana, avvenuto 15 anni fa, il 17 marzo 1992. Quel giorno un camioncino -carico di esplosivo e guidato da un attentatore suicida- venne scagliato contro l'edificio dell'ambasciata israeliana, all'angolo tra Arroyo e Suipacha; l'esplosione distrusse l'ambasciata, una chiesa cattolica e un vicono edificio scolastico. L'esplosione ferì 242 persone e ne uccise 29: molti gli israeliani, ma per lo più argentini, e tra questi, molti bambini. Fu il peggior attentato terroristico in Argentina, e ad oggi rimane l'attacco contro una missione diplomatica Israeliana con il maggior numero di vittime.

martedì 13 marzo 2007

Buenos aires: arriva la dengue

Dal sito "Buenos Aires Daily":

Le zanzare stanno invadendo la città, e questo a causa del caldo e dell'umidità, che persisterà anche nei prossimi giorni. Gli esperti dicono che questo tipo di zanzara trasmette la febbre dengue (nostro link a wikipedia, n.d.r.). Maggiori informazioni in questo articolo (link in inglese, n.d.r.) di Wikipedia. Stiamo pronti!