L'agenzia Reuters comunica che sono stati liberati gli 8 etiopi sequestrati lo scorso primo marzo, assieme a 5 europei. A metà marzo gli europei erano stati rilasciati, mentre non si avevano notizie certe degli otto etiopi; il sequestro aveva contribuito ad aumentare la tensione nelle relazioni tra Etiopia ed Eritrea.
martedì 24 aprile 2007
lunedì 16 aprile 2007
Etiopia: le truppe etiopi pronte ad un'attacco in Somalia
Da Ethio-Zagol Post, post del 12 aprile 2007:
Le truppe etiopi pronte a scatenare un'offensiva in Somalia L'esercito etiope e le truppe regolari somale sono pronte a scatenare un'imponente offensiva militare contro i ribelli a Mogadiscio, secondo quanto ha riferito una fonte dell'Ambasciata Somala in Etiopia. La nostra fonte, che ha richiesto l'anonimato, ha dichiarato all' "Ethio-Zagol Post" che le truppe sono alla fase finale della preparazione. Mogadiscio è rimasta relativamente tranquilla in quest'ultima settimana dopo che la tribu dominante nella capitale, gli Hawiye, hanno trattato circa 10 giorni fa un "cessate il fuoco" per porre fine agli scontri sanguinari. "L'esercito etiope ha raccolto informazioni su dove sarebbero rifugiati i capi dei ribelli e ritengono che i tempi siano maturi per scatenare un attacco e porre fine alla ribellione" ha riferito il nostro informatore. Gli etiopi saranno aiutati dalle truppe regolari somale. L'Etiopia è sotto osservazione per presunti crimini di guerra. Il 2 aprile scorso, il commissario dell'Unione Europea per la sicurezza in Somalia ha scritto al capo della delegazione in Kenya, Eric van der Linden, per avvisarlo sulla "rilevanza dei fatti avvenuti a Mogadiscio negli ultimi quattro gioni, in termini di diritto internazionale di guerra". Gli anziani della tribu Hawiye hanno riferito che più di 1000 persone sono state uccise e 4000 ferite durante i pesanti scontri nella capitale. Nonostante tale accusa, l'offensiva non sarà rinviata. "Il governo etiope è preoccupato per le accuse dell'Unione Europea; ma non vedo alcuna intenzione di fermare il prossimo attacco", ha riferito la nostra fonte all'ambasciata.
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giovedì 5 aprile 2007
L'inferno di Mogadiscio
Post del 3 aprile 2007, dal sito "Ewenet...":
Queste sono le ultime notizie da Mogadiscio:Purtroppo, le immagini spesso raccontano più di molte parole. Vi invito a guardare queste immagini dei civili feriti a Mogadiscio, ricoverati nell'ospedale di Medina, a sud della capitale. Non per sensazionalismo, ma per capire la sofferenza che alcune persone (donne e uomini come noi, bambine e bambini come i nostri figli) deve subire.Meles Zenawi (primo ministro dell’Etiopia dal 1995) è semplicemente fuori controllo. Ciò che sta lasciando fare alle forze etiopi (guidate dall'EPRDF-) alla gente di Mogadiscio è disgustoso. Meles Zenawi, alla stesa stregua di Bashir in Sudan e di Mugabe nello Zimbabwe, non è altro che un dittatore Africano da 4 soldi - quella dannosa specie di ultra-militanti maschi Alfa che sono la rovina del continente. Fintanto che potrà, Meles porterà avanti la sua guerra in Somalia senza preoccuparsi troppo dei morti e dei feriti tra la popolazione civile, o di quello che accade ai suoi soldati. Quei soggetti deprecabili che hanno organizzato e filmato la mutilazione di alcuni cadaveri di soldati etiopi stanno sprecando il loro tempo, se credono di riuscire a scioccare Meles fino al punto di fargli ritirare le proprie truppe. Non gliene potrebbe importare meno, ne all'uomo, ne al mondo intero. Ciò che è veramente disgustoso, è la scarsissima attenzione prestata nelle stanze del potere mondiale e nelle organizzazioni internazionali verso la carneficina a Mogadiscio, nonostante i corpi di donne, bambini e altri civili disarmati si stiano accumulando per le strade della città. Il loro menefreghismo ancora una volta dimostra che l'invasione e l'occupazione di un Paese, l'uccisione e la dispersione dei civili, il bombardamento di centri urbani densamente poopolati per dare la caccia ai "ribelli" sono tattiche non solo accettabili, ma anche ben viste, quando tutto questo è fatto nel nome della Guerra al Terrorismo. Si vorrebbe poter dire che la morte e la distruzione portate in Somali avranno ripercussioni in quest'area. Ma perchè dovrebbe accadere? L'uccisione e la pulizia etnica degli abitanti di Mogadiscio - poveri, analfabeti, Mussulmani e africani - a malapena scalfisce le coscenze delle elite locali, figuriamoci a livello mondiale. I morti, i moribondi, i senza tetto sono semplicemente "effetti collaterali" - due parole che esprimono la depravazione morale del nuovo ordine mondiale.
- più di 1.000 tra morti e feriti e 100.000 profughi (si veda qui e qui);
- coscritti etiopi e soldati "governativi" somali uccisi o mutilati.
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giovedì 22 marzo 2007
Etiopia: ragazza sfigurata con l'acido solforico
Dal sito "Ewenet...", post del 21 marzo 2007:
Chiunque abbia seguito la storia di Kamilat Muhisin nè è rimasto sconvolto. La ragazzo ora è ricoverata in ospedale e soffre tremendamente, il volto sfigurato e mutilato dall'acido solforico lanciatole da un uomo, Demesew. Saba Gebre-Medhin è il direttore generale dell'Associazione Donne Etiopi (Network of Ethiopian Women's Association NAWA), l'associazione che sta sostenendo la causa di Kamilat. Saba, una signora che ha visto probabilmente ogni tipo di crimine commesso contro le donne, non riesce a trattenere le lacrime quando racconta cosa è successo a questa ragazza: "Le sue condizioni sono disperate. L'acido sta corrodendo il suo corpo". E ciò che è ancor più tragico in questa storia è che Demsew ha molestato e picchiato Kamilat in pubblico in diverse occasioni, e l'ha sempre fatta franca. Demsew è un molestatore, e l'Etiopia è il paradiso per questo genere di persone. In Etiopia non c'è alcuna protezione per le donne molestate dai "corteggiatori", perchè troppi etiopi ingenuamente vedono questi criminali come uomini "pazzi per amore". Ma queste persone non possono ricadere in una visione romantica dell'uomo reso pazzo dall'amore. Questi molestatori sono dei pazzi criminali, violenti "predoni" del sesso del peggior tipo che odiano le donne che corteggiano perchè non le possono controllare. Questo suo odio, questa sua pazza violenza, e la consapevolezza che le autorità non interverranno mai a favore di Kamiliat hanno reso Demesew tanto spavaldo da sfigurarla con l'acido E da andare POI a trovarla in ospedale il giorno dopo. L'Etiopia è uno dei Paesi africani con il più basso tasso di criminalità, non per il lavoro svolto dalla polizia, ma perchè la religione ha radicato negli etiopi dei forti valori etici. Gli etiopi, semplicemente, hanno una bassissima tolleranza verso tuffatori, ladri, rapinatori e assassini. Il peggior insulto che si possa fare a una persona è chiamarlo "leba", ovvero imbroglione, mentitore, criminale. E tuttavia, quando si parla di molestatori, gli etiopi sembrano ciechi. Ignorano o minimizzano la violenza che molte ragazze e donne donne subiscono da queste persone. Solitamente, questi criminali violentano, picchiano o uccidono le loro vittime. Ora, orrore tra gli orrori, la terribile minaccia di essere sfigurate con l'acido solforico -un problema comune a Paesi quali la Cambogia, l'India, il Pakistan e il Bangladesh- income anche sulle donne etiopi. E' ora che noi etiopi ci svegliamo e comprendiamo che ci sono molti Demesew qua fuori, con il loro acido solforico. Comprendiamo che questi criminali, come colpiscono le donne, possono sfigurare anche gli uomini dopo una banale discussione per denaro, sulle terre o sulla politica. Questo è ciò che sta capitando negli altri Paesi. I criminali non fanno differenze per sesso, o per età. Quello che minaccia oggi le donne, domani minaccerà tutta la società Questo è quello che Kamilat cerca di dirci, quando ci sollecita ad agire: "Alla fine, quello che è capitato a me capiterà ad altri".
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giovedì 15 marzo 2007
L'Etiopia accusa l'Eritrea di terrorismo
Dall' International Herald Tribune di mercoledì 14 marzo 2007:
L'Etiopia ha accusato la vicina Eritrea di essere la mente del rapimento dei cinque europei e degli otto etiopi, definendolo un atto di terrorismo e alimentando le tensioni tra i due Paesi. Gli europei sono stati rilasciati martedì, dopo 13 giorni di prigionia, e portati all'Ambasciata del Regno Unito in Asmara, la capitale eritrea. Hanno dichiarato di essere stati trattati bene dai loro rapitori, ma gli etiopi che erano con loro risultano ancora assenti, e la preoccupazione sulla loro incolumità cresce. Il Ministro per gli Affari Esteri etiope ha dichiarato che "non vi sono dubbi che il rapimento sia stato progettato ed eseguito dal Governo eritreo, rendendo così evidente che il regime eritreo non solo sostiene e diffonde il terrorismo, ma è anche direttamente coinvolto in atti terroristici." L'Eritrea, che ha guadagnato l'indipendenza da Addis Ababa nel 1993, dopo 30 anni di guerriglia, nega di aver nulla a che fare con il rapimento, e accusa i gruppi ribelli etiopi. "Queste sono insinuazioni oltragiose prive di alcun fondamento" ha dichiarato il portavoce del presidente eritreo, Yemani Gebremeskel, all'Associated Press.
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mercoledì 14 marzo 2007
Etiopia: liberi 5 su 13
Dal sito Meskele Square, 14 marzo 2007:
E' stato bello poter dare delle buone notizie ieri sera. Ma ancora non si hanno informazioni precise di dove, perché, come e da chi siano stati liberati i 5 europei rapiti. E non si ha alcuna notizia degli otto etiopi che erano con loro. Ecco come l'uomo d'affari Gary Campbell, da me intervistato ieri sera, descrive i cinque europei: "I cinque che sono stati ritrovati hanno molti amici etiopi. Vivono in Etiopia. Appartengono a questa comunità. Sono sicuro che non dimenticheranno gli etiopi che erano prigionieri con loro". Tutti i membri delle comunità straniere con i quali ho parlato la scorsa notte hanno dichiarato che non hanno intenzione di dimenticare gli otto etiopi, ora che gli europei sono stati liberati. La chiesa anglicana di St. Matthew (vicino al Ras Amba Hotel) ha indetto una veglia di preghiera per loro alla fine di questa settimana. Meles Zenawi, Primo Ministro etiope, due settimane fa aveva riferito che c'erano indicazioni che almeno uno degli otto etiopi avesse seguito volontariamente gli europei rapiti, in senso di solidarietà. Tony Hickey, titolare dell'Ethiopian Quadrants, l'agenzia di viaggi che aveva organizzato il tour, ha detto che due degli etiopi sono suoi dipendenti. Ragazzi di vent'anni, ha aggiunto, sopravvissuti alla carestia del 1984.
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lunedì 12 marzo 2007
Etiopia: i blog nuovamente disponibili
Dal sito Meskel Square, 11 marzo:
Da quanto mi risulta, in Etiopia è nuovamente possibile accedere ai blog su Blogspot. Ogni tanto questi scompaiono, poi ricompaiono, poi scompaiono nuovamente. Tutto ciò è molto strano. Nazret.com non è ancora disponibile, né il solito sospetto Ethiomedia. Anche i proxy come Anonymouse stanno avendo i loro problemi.
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