martedì 31 luglio 2007

Iran: studenti torturati

Dal sito Kamangir (Archer), post del 27 luglio 2007.

Torture sessuali ad alcuni studenti in Iran Lo scorso maggio un gruppo di studenti dell'Amir Kabir University è stato arrestato, con il pretestuoso motivo di aver distribuito un notiziario studentesco che insultava il Leader Supremo. Sin dall'inizio sono inizate a circolare con insistenza voci che asserivano che il giornalino era stato contraffatto ad arte per creare il pretesto per l'arresto degli studenti. Per i retroscena di questa vicenda, e le vignette incriminate, potete leggere questo articolo (in inglese, ndr). Più di recente, sono inizati ad emergere alcuni dettagli sconvolgenti sulle torture subite da questi studenti, che hanno provocato l'indignazione della blogsfera iraniana. I nomi di alcuni degli studenti arrestati sono Ahmad Ghasaban (احمد قصابان), Majid Tavakkoli (مجید توکلی) and Ehsan Nansouri (احسان منصوری). In base alle informazioni trapelate, gli studenti sarebbero stati sottoposti a pesanti torture sessuali. Gli agenti del Ministero per l'Informazione (Intelligence Ministry, nell'articolo) avrebbero violentato gli studenti utilizzando bottiglie, uova bollenti etc. Le urla dei ragazzi sarebbero state sentite in tutte le stanze del carcere. Alcuni dei detenuti si sarebbero suicidati, per sfuggire alle torture, i cui segni sono ben visibili sui loro corpi. I genitori degli studenti, in una lettera, sostengono che i ragazzi sarebbero stati torturati fino a 12 ore di seguito, da gruppi di sette persone, nel cuore della notte. Inoltre, tra i torturatori vi sarebbero anche alcuni medici, con il compito di mantenere gli studenti in vita per provocare loro la maggiore sofferenza possibile. Agli studenti sarebbe inoltre stato vietato l'accesso ai gabinetti, per essere poi picchiati quando non sono più riusciti a trattenersi. Si rinvia anche al comunicato di Human Rights Watch.

venerdì 20 luglio 2007

Iran: l'Ayatollah è in coma

Dal sito Kamangir (Archer), post del 19 luglio 2007.

L'Ayatollah Meshkini, il capo del Assemblea degli Esperti, che supervisiona e sceglie il leader, è in coma. Secondo le informazioni dispionibili, l'ottantaseienne Ayatollah sarebbe in condizioni critiche, ed i dottori hanno "chiesto alla gente di pregare". E ' una frase rituale che significa che la persona è già morta, o che le sue possibilità di recupero sono molto scarse. Si dice che una volta abbia affermato "I membri del parlamento sono stati scelti dall'Hidden Imam". E questo fu quanto gli islamisti rovesciarono il parlamento. In molti si pongono la domanda: "Chi sarà il messaggero dell'Hidden Imam adesso?"

venerdì 6 luglio 2007

Altri occhi: Lavoratrici agli antipodi

Dal blog "Altri occhi, i grandi reportage della storia", di Kindlerya.

Le donne al lavoro nelle società tradizionali hanno mantenuto in tutto il mondo una connotazione a tratti sublime, quasi sacro. Sono donne che si identificano esattamente con il proprio ruolo, e nello stesso tempo instaurano tra di loro un legame solenne, implicito ma fortissimo. In queste due fotografie, Edward Kim e Alexandra Avakian ci mostrano due piccole società femminili, dove il posto di lavoro coincide con la propria vita e soprattutto con la propria famiglia. Il primo ci porta in Giappone, a Chiyoda, durante il festival della piantagione del riso. E mentre dei musicisti fanno schioccare dei rami di bamboo ed altri li accompagnano con i tamburi, le donne piantano all'unisono, in una danza tradizionale. Tutte sono vestite in modo identico, nel tipico abito antico ed il copricapo che protegge dal sole, e sono perfettamente sincronizzate. All'aperto, con il sole, ammirate dagli spettatori. La seconda invece ritrae cinque sorelle iraniane mentre lavorano insieme nella tessitura di un tappeto. Questo succede spesso, tra le ragazze, dopo il quinto anno di scuola, mentre i loro fratelli continuano la loro istruzione anche oltre, e spesso in un altra città. Molte di loro lo fanno per guadagnare i soldi per il loro matrimonio, dato che per raggiungere la quota sufficente per la dote servono dai due ai cinque tappeti venduti. Nel loro lavoro sono completamente sole ed interamente coperte: anche loro vestite con abiti molto simili tra loro. La luce da fuori arriva giusto il tanto per poter vedere mentre si intesse, e l'unica direzione in cui possono rivolgere lo sguardo è l'enorme telaio tradizionale. Stanno con le gambe incrociate, sedute sulla parte apposita della struttura, e possono stare ore ed ore in quella posizione, per raggiungere il risultato migliore della giornata.

mercoledì 4 luglio 2007

Iran: lapidati un uomo e una donna

Dal sito Kamangir (Archer), post del 19 giugno.

Martedì mattina, in Takestan, nella provincia di Qazvin, un uomo e una donna saranno lapidati di fronte al cimitero cittadino. La lapidazione sarà pubblica, ed il giudice sarà presente e lancerà la prima pietra. Makroumeh Ebrahimi, 43 anni, ha trascorso undici anni nella prigione di Qzvin, assieme all'uomo cono il quale aveva avuto un figlio. In base alle informazioni disponibili, è stato addirittura scavato un buco per la lapidazione. Il verdetto sembra essere basato sulle deduzioni del giudice, e non su di una confessione, come suggerisce la Sharia. IL loro bambino adesso ha 11 anni e la donna ha altri due figli. Le fonti ufficiali hanno negato la notizia, che è stata tuttavia confermata da attendibili fonti del movimento delle donne attiviste.

venerdì 25 maggio 2007

Iran: sapevate che nelle università iraniane...

Dal sito Mideastyouth, post del 24 maggio 2007:

Sapevate che nelle università iraniane... 1) puoi essere espulso dal campus universitario solomente per avere alcune specifiche idee politiche; 2) indossare camicie con le maniche corte è proibito (in alcune università); 3) Quando il presidente Ahmadi Nejad tenne una conferenza all'Amir Kabir University, non lasciarono entrare gli studenti dell'Amir Kabir, ma vi portarono gli studenti della Imam Sadeq University (un'università con una rigida posizione religiosa); 4) Uno degli studenti della Amir Kabir University è in carcere senza specifiche accuse (e ce ne sono molti altri); 5) Se porti lo smalto sulle unghie, non puoi entrare; 6) Se sei sulla loro lista nera (ad esempio, perchè ti intrattenevi con persone dell'altro sesso), non ti rilasceranno il certificato di laurea. E poi ci sono innumerevoli altre cose che non potete neppure immaginare.

mercoledì 23 maggio 2007

Iran: la musica underground contro l'establishment

Dal sito Kamangir.net, post del 22 maggio 2007:

I produttori di musica e video undergound hanno avviato una serie di attacchi con filmati pubblicati su YouTube. Ecco alcuni dei loro lavori.

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No More Lies (Basta con le bugie, ndr) si apre con un discorso della campagna elettorale di Ahmadinejad, nel quale dice “Credete che il nostro problema sia come si vestono le nostre figlie?". Il video poi mostra alcune scene della polizia che arresta von violenza una ragazza per le strade di Tehran. L'ecclesiastico mostrato subito dopo è il Ministro degli Interni. Dice "talvolta siamo attaccati e abbiamo il dovere di difendere la nostra ampia eredità culturale". Le scene che seguono mostrano un'incursione della polizia durante una festa privata. Proseguendo con altre immagini di violenze da parte della polizia, inizia la canzone "Chi devi vendicare? Il mondo corre veloce". Nel brano ci si lamenta della numerose norme imposte dall'amministrazione. Seguono poi delle immagini di poliziotti che redarguiscono con gentilezza alcune ragazza per il loro velo. Il video mette a confronto queste immagini ufficiali con quelle della violenza della polizia riprese dalla gente comune. "Voi giovani della dittatura, quanto a lungo resterete in silenzio? ... Urlo la libertà al vento!"

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Tehran si apre con alcune immagini di Tehran di notte. “Questa è Tehran, la città in cui tutto è irritante… Tu non sei un essere umano, ma spazzatura.

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Holocaust or the Iranian Woman (l'olocausto delle donne iraniane, ndr) inizia con una poesia che domanda “Così secondo te l'omicidio del popolo errante [gli ebrei] è una menzogna?” Seguono alcune immagini dei campi di concentramento nazisti, poi il video mostra una fotografia di Ahmadinejad e domanda “Ma è una menzogna che il popolo iraniano è oppresso?

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Love of Speed (amore per la velocità, ndr) propone un fantastico gioco di parole che ironizza sulla realtà dell'Iran, ad esempio: "Non combiniamo il pranzo con la cena, mangiamo invce uranio arricchito" e "Avevamo due centesimi, e li abbiamo mandati in Palestina".

martedì 24 aprile 2007

Iran: le donne stanno violando le norme sull'abbigliamento?

Dal sito The Muslim Woman, post del 24 aprile 2007; il post cita come fonte un articolo del Telegraph.co.uk del 24 aprile 2007.

Per controllare i ragazzi e le ragazze che hanno abbandonato le norme di abbigliamento del Paese islamico, vestendosi all'occidentale, l'Iran ha avviato l'operazione "Cover Up". Il Comandante della polizia iraniana ha avvisato le donne che: "La polizia agirà contro tutte le donne che si vestono in città come modelle. Le donne arrestate saranno portate in quattro centri, dove riceveranno consigli e raccomandazioni. Dovranno sottoscrivere una dichiarazione di impegno a non violare nuovamente le norme sull'abbigliamento, e saranno rilasciate solo dopo che si saranno presentati i familiari, e le avranno portato degli abiti adeguati" Secondo la legge iraniana, le donne sono obbligate ad indossare uno chador nero che le copra dalla testa ai piedi, o a coprire il capo con un velo a e scegliere abiti lunghi e abbondanti. Tutti gli anni, l'amministrazione iraniana annuncia operazioni di questo tipo in concomitanza con l'arrivo dell'estate, quando la temperatura sale e le maniche cominciano ad accorciarsi. Nel restante periodo dell'anno, la Modesty Guard, composta da volontari, pattuglia le strade e richiama le donne che non si vestono in modo sufficientemente modesto. Lo scopo di questa operazione, secondo la polizia di Tehran, è di assicurare la moralità della società.
Il grassetto è del post originale, ndr.

venerdì 30 marzo 2007

Iran: proteste contro i soldati inglesi

Il sito Kamangir.net è sempre interessante. Questo è un post del 29 marzo, a chi conosce l'inglese suggerisco di dare un'occhiata anche ai commenti:

Un gruppo di Basij (milizia paramilitare della Repubblica Islamica fondato nel novembre del 1979 dall'Ayatollah Ruhollah Khomeini, ndr) manifesta di fronte al Ministero degli Esteri. Le richieste per i marinai inglesi sono diverse: alcuni dei dimostranti chiedono il loro processo, altri direttamente la loro condanna a morte. Uno ricorda a tutti le analogie tra questo ed il precedente sequestro di 8 marinai inglesi nel giugno 2004. [...] Ecco alcune delle richieste:
  • La pena per lo spionaggio è la condanna a morte
  • I 15 agressori britannici devono essere condannati a morte
  • Uccidete le spie
Foto: Fars News Agency

martedì 27 marzo 2007

Iran: Punire il Regno Unito per quello che hanno fatto gli USA

Kamangir, in un post del 26 marzo, traduce un'affermazione di un membro del Parlamento iraniano riportata da Baztab :

Non è la prima volta che, quando sono a rischio gli interessi del Regno Unito, lobbies [interne all'amministrazione] fanno pressioni per trovare una soluzione. Questa volta, il Ministero degli esteri non potrà fare marcia indietro. Dovrà essere determinato a difendere le posizioni logiche e legittime di Tehran nel perseguire gli invasori. A due mesi di distanza dall'arresto illegittimo di diplomatici iraniani ad Arbil, il Ministero non ha ancora compiuto alcun passo efficace. Insistere sulle fondamentali posizioni della Repubblica Islamica è il minimo che ci si possa aspettare dal Ministero degli Esteri. Gli stati europei devono capire che la Repubblica Islamica non fa distinzioni tra gli Stati che occupano l'Iraq, e se i cittadini ed i diplomatici iraniani non godono di sicurezza in Iraq, non c'è alcuna ragione di trattare con rispetto (humbly, nella traduzione fornita, ndr) coloro che invadono il territorio iraniano.

giovedì 15 marzo 2007

Iran: conto alla rovescia

Dal sito Kamangir.net, post del 15 marzo 2007:

Un appunto al volo: la squadra di tecnici russi che sta lavorando al reattore nucleare a Bushehr ha lasciato l'Iran, in quanto l'Iran non avrebbe pagato il compenso concordato (Persian). Fa piacere sapere che il governo iraniano aveva pattuito un pagamento anticipato. Non è un buon segno.

lunedì 12 marzo 2007

Iran: liberate 22 giornaliste e attiviste per i diritti civili

Reporter sans frontieres segnala (8 marzo 2007) che le autorità iraniane hanno rilasciato 22 delle 25 giornaliste e attiviste trattenute nel crcere di Evin, a nord di Tehran. Restano in carcere la giornalista Jila Bani Yaghub, la giornalista e blogger Mahbubeb Abbasgholizadeh e la giornalista e avvocato Shadi Sadr, che proseguono il loro sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione.

venerdì 9 marzo 2007

Iran: manifestazioni per l'8 marzo, nuovi attacchi della polizia

Video della manifestazione per l'8 marzo 2006.

Traduco (sempre liberamente) dal sito "Kamangir.net" un post dell'8 marzo 2006:

La polizia ha iniziato la giornata con grande solerzia. Secondo quanto scrive questo blogger, attorno al palazzo del Parlamento è stata interrotta la copertura per i telefoni cellulari; l'ultima volta che questo accadde, fu in occasione delle manifestazioni del luglio 1999 (link esterno in inglese, n.d.r.). Scrive:"Potete quindi immaginare quanto siano considerate pericolose queste donne". In queste manifestazioni, cellulari e SMS sono infatti degli ottimi strumenti per la gestione della manifestazione stessa e per comunicare all'esterno cosa sta accadendo. Parastoo scrive "duecento persone si sono radunate di fronte al Parlamento". Per costringerle ad andarsene, i reparti speciali della polizia hanno usato i manganelli e "le hanno bastonate". La polizia ha annunciato che quattro manifestanti sono state arrestate. Secondo un altro blogger, sarebbero state fermate dalla polizia un'altra dozzina di manifestanti. Al momento non sono ancora disponibili immagini della manifestazione.

giovedì 8 marzo 2007

Iran: "la rivolta delle donne"

Aggiornamento dal sito kamangir.net:

Secondo quanto riferisce Parastoo, già rilasciata, tutte le donne arrestate sono state liberate, ad eccezione di Shadi Sadr, Mahboubeb Abbasgholizadeh, and Jila Bani Yaghoub. Più di 620 attiviste hanno scritto una lettera pubblica al presidente del Tribunale. La lettera fa riferimento all'articolo 27 della costituzione (iraniana, n.d.r.), e chiede l'immediata liberazione delle detenute.

Iran: ancora proteste

Dal sito Kamangir.net:

1. Per la giornata dell'8 marzo i movimenti femminili hanno programmato una protesta di fronte al palazzo del parlamento, senza striscioni, "per evitare ulteriori arresti"(link). 2. Più di 20 insegnanti sono stati arrestati nel corso della notte (link). Sono gli organizzatori della recente serie di manifestazioni di fronte al Parlamento. Provo compassione per i vecchi dittatori. Sono deboli, e tutti lo sanno.

martedì 6 marzo 2007

Iran: manifestazione degli insegnanti

Kosoof pubblica alcune fotografie della protesta degli insegnanti di fronte al parlamento iraniano, per le paghe troppo basse.

domenica 4 marzo 2007

Iran: Violenze della polizia contro donne manifestanti

Copio e traduco (non letteralmente) dal sito Kamangir.net:

Una manifestazione pacifica di fronte al Tribunale della Rivoluzione ha subito un violento attacco da parte della polizia. Secondo quanto riferisce Farnaz, "questa mattina, un gruppo di attiviste si è radunato di fronte alla sede del Tribunale della Rivoluzione per protestare contro l'illegale ondata di arresti, interrogatori e processi contro le donne attiviste. Secondo i testimoni, dopo mezz'ora dall'inizio della protesta silenziosa, le manifestanti sono state avvicinate da due poliziotti (uno dei quali privo di uniforme, tipico degli agenti dei servizi segreti) e da una donna vestita di nero che hanno strappato i cartelli, insultandole. Dopo aver confiscato il telefono cellulare di una delle manifestanti, hanno intimato a tutte di andarse: 'ordini dall'alto'. secondo le ultime notizie disponibili (nel momento in cui scrivo) un poliziotto avrebbe picchiato ed insultato alcune delle donne presenti alla manifestazione. Sarebbe inoltre stato sentito dire 'Vi arresteremo tutte' e 'Vi impiccheremo agli alberi'." Muslim Feminist riferisce che sarebbero stati eseguiti 50 arresti. Questa sembra un'azione "preventiva" per dissuadere dalla massiccia protesta organizzata per il prossimo 8 marzo. [...]
Sul sito kamangir.net gli aggiornamenti e i link ai siti.