Quando vivevo sotto il regime di Saddam, i telegiornali non parlavano di come il regime dei Talebani rendesse la vita degli Afgani un inferno. Fino a poco tempo fa non sapevo nemmeno chi fossero i loro leader. Ricordo solo il servizio su come gli Stati Uniti bombardarono l’Afganistan dopo l’attacco dell’11 settembre e come esso puntasse a Osama Bin Laden e al regime talebano.
Nel 2003 comprai il primo ricevitore di tv satellitare. Aljazeera e Al-Arabiya erano la mia CNN. Entrambi i canali trasmettevano documentari sui Talebani e su come questo regime brutalizzava il popolo afgano nella peggiore violazione dei diritti umani si sia mai vista al mondo.
Le esecuzioni pubbliche e gli abusi erano i segni di questo regime da puritani. Ricordo che una volta vidi alcuni filmati messi in onda da Aljazeera di come i Talebani giustiziavano le persone nello stadio di fronte alla folla e Dio solo sa se chi assisteva pensava che sarebbe stato il prossimo. Enciclopedie e dozzine di articoli in rete mi hanno illuminato e tenuto informato su questo regime tirannico. Ma il pensiero che essi avrebbero controllato il mio paese non mi aveva mai neppure sfiorato. Credevo che a causa della demografia, della modernità e della relativa laicità e istruzione degli iracheni, nessun talebano sarebbe mai stato in grado di controllare il mio paese. Come mi sbagliavo! Non sapevo che criminali come questi sono capaci di prendere il controllo di qualsiasi lembo di terra, costi quel che costi. Non pensavo che armi e bombe potessero bruciare perfino il paradiso.
Eccoli qua! Schierati come formiche in Iraq. Hanno cominciato uccidendo gente istruita, dottori, professori universitari e studenti. Hanno iniziato con il loro piano per minacciare l’istruzione. Hanno obbligato un gran numero di persone colte, un’élite, a lasciare il paese dopo averle minacciate o dopo aver ucciso qualcuno di loro, insieme alla famiglia.
Poi hanno promesso di avviare una guerra civile e ci sono riusciti. Oggi controllano ufficialmente gran parte del paese, includendo Bagdad, la provincia di Diyala e Anbar, lasciando il resto della nazione sotto il dominio di diverse milizie, insieme a una regione federale.
Ci sono tante storie da raccontare sui Talebani in Iraq: esplosioni, rapimenti, omicidi e decapitazioni. Un articolo in particolare, però, metteva in risalto il fatto che ora sia ufficiale che l’Iraq è fuori controllo e che il governo si sta nascondendo dietro le rovine dei muri che gli americani hanno costruito quando la fine del moderno Iraq è cominciata, con le invasioni degli stessi americani, giunte senza piani futuri (a eccezione della cattura e dell’esecuzione di Saddam).
L’articolo è pubblicato sul giornale
Azzaman in versione PDF. “
Esecuzioni pubbliche sotto il nome di Islam” è il secondo di una serie di esaurienti servizi su quello che i rivoluzionari stanno facendo nella provincia di Diyala, specialmente nella sua capitale Baqubah. I rivoltosi, in gran parte appartenenti ad al- Quaeda in Iraq, stanno facendo esattamente quello che fecero i Talebani durante il loro regime in Afganistan tra il 1996 e il 2001. Esecuzione pubblica!
Di seguito, riporto alcuni brani di un articolo apparso su
Azzaman, che mostrano la brutalità del nuovo “Stato” che questi terroristi hanno formato in quella specifica regione.
Gli urgenti richiami, che denunciano i crimini e i brutali massacri commessi dai gruppi armati o da quello che è noto come “Stato islamico dell’Iraq” a Diyala, sono aumentati giornalmente con la richiesta di un intervento immediato da parte del governo per liberare la popolazione della provincia, la cui pazienza nel sopportare tutto questo è svanita; le forze di sicurezza hanno fallito completamente finanche nel proteggere se stesse.
I massacri hanno lo scopo preciso di diffondere la paura nel paese più che di uccidere individui isolati. Dozzine di civili vengono rapiti. Poche ore dopo, [i gruppi armati] riuniscono le persone cogliendo l’opportunità della presenza della gente nei mercati, da loro trasformati in campi pubblici per le esecuzioni. Gli uomini armati circondano tali mercati per obbligare la folla a guardare il modo in cui mettono in atto l’esecuzione [dell’ostaggio]. Uno degli uomini armati si posiziona al centro del mercato e si rivolge alla gente prima dell’esecuzione. Egli fornisce alla folla i dettagli circa la vita dell’ostaggio, che è sempre accusato di essere il comandante di una ben nota milizia; in realtà, la maggior parte delle persone giustiziate sono di Baqubah, alcune di loro anche conosciute [in città].
Uno dei giovani uomini sequestrati era un impiegato del Morgue Directorate, conosciuto da tutti i media come ritardato. Era l’unico a sostenere economicamente la sua famiglia. È stato massacrato con un coltello davanti alla folla nella zona di al-Mualimeen. Nel discorso [fatto da uno degli uomini armati] egli veniva accusato di essere un miliziano, ma era stato catturato perché appartenente all’altra setta [il che significa che era sciita].
Gran parte degli internet café sono stati chiusi poiché deviano le persone dalla Jihad e dal culto. È accaduto che una bomba fosse piazzata di fronte a un internet café, distruggendolo; questo ha costretto molti internet café a chiudere.
Baqubah oggi è una città fantasma. La gente si chiude in casa dalle 11 di mattina a causa di questi fatti.
In un altro caso, un residente ha raccontato che un uomo è stato rapito dallo “Stato islamico dell’Iraq”. Quest’uomo ha ricevuto settanta frustate perché uno degli uomini dello “Stato” l’aveva sentito giurare sull’anima di suo padre invece che su Dio, parlando al telefono cellulare con un amico. Ha aggiunto di aver saputo che molte persone sono state torturate, altre uccise, altre ancora condannate a memorizzare tre parti del Corano.
Un amico ci ha raccontato di aver visto coi suoi occhi un uomo portato in mezzo al mercato nella città di Buhruz. Dopo il discorso, quest’uomo è stato decapitato e la sua testa è stata trasportata su una macchina, la quale ne trascinava il corpo al centro della strada. Quella era l’ora delle preghiere di mezzogiorno. Gli uomini armati, lasciata la scena, si sono recati nella vicina moschea a pregare e qualcuno di loro aveva sulla camicia macchie di sangue del corpo dell’uomo massacrato.