martedì 3 luglio 2007

Iraq: orfani lasciati morire

Dal sito Mideast Youth, post di Rasha.

I soldati americani sono incappati in un orfanatrofio nel centro di Baghdad, scoprendo circa venti bambini disabili -di età compresa tra i sette e i dieci anni- denutriti, denudati e legati ai loro letti, sdraiati su di un sudicio pavimento. Da principio i soldati hanno pensato che fossero tutti morti. Poi, quando un soldato ha buttato una palla nella stanza, un bambino ha alzato lo sguardo e si è mosso. Si dice che il direttore dell'orfanatrofio abbia venduto tutti i vestiti ed il cibo che era stato donato dalla gente irachena. Mi fa male allo stomaco vedere queste le loro fotografie...

venerdì 11 maggio 2007

Iraq: Diyala implora l’aiuto immediato del governo

Dal sito "Treasure of Baghdad", post di Treasure of Baghdad del 6 maggio 2007. Titolo originale "Diyala Cries for the Governmen’s Immediate Help". Si ringrazia Olga Liserre per la traduzione.

Diyala implora l’aiuto immediato del governo
Quando vivevo sotto il regime di Saddam, i telegiornali non parlavano di come il regime dei Talebani rendesse la vita degli Afgani un inferno. Fino a poco tempo fa non sapevo nemmeno chi fossero i loro leader. Ricordo solo il servizio su come gli Stati Uniti bombardarono l’Afganistan dopo l’attacco dell’11 settembre e come esso puntasse a Osama Bin Laden e al regime talebano. Nel 2003 comprai il primo ricevitore di tv satellitare. Aljazeera e Al-Arabiya erano la mia CNN. Entrambi i canali trasmettevano documentari sui Talebani e su come questo regime brutalizzava il popolo afgano nella peggiore violazione dei diritti umani si sia mai vista al mondo. Le esecuzioni pubbliche e gli abusi erano i segni di questo regime da puritani. Ricordo che una volta vidi alcuni filmati messi in onda da Aljazeera di come i Talebani giustiziavano le persone nello stadio di fronte alla folla e Dio solo sa se chi assisteva pensava che sarebbe stato il prossimo. Enciclopedie e dozzine di articoli in rete mi hanno illuminato e tenuto informato su questo regime tirannico. Ma il pensiero che essi avrebbero controllato il mio paese non mi aveva mai neppure sfiorato. Credevo che a causa della demografia, della modernità e della relativa laicità e istruzione degli iracheni, nessun talebano sarebbe mai stato in grado di controllare il mio paese. Come mi sbagliavo! Non sapevo che criminali come questi sono capaci di prendere il controllo di qualsiasi lembo di terra, costi quel che costi. Non pensavo che armi e bombe potessero bruciare perfino il paradiso. Eccoli qua! Schierati come formiche in Iraq. Hanno cominciato uccidendo gente istruita, dottori, professori universitari e studenti. Hanno iniziato con il loro piano per minacciare l’istruzione. Hanno obbligato un gran numero di persone colte, un’élite, a lasciare il paese dopo averle minacciate o dopo aver ucciso qualcuno di loro, insieme alla famiglia. Poi hanno promesso di avviare una guerra civile e ci sono riusciti. Oggi controllano ufficialmente gran parte del paese, includendo Bagdad, la provincia di Diyala e Anbar, lasciando il resto della nazione sotto il dominio di diverse milizie, insieme a una regione federale. Ci sono tante storie da raccontare sui Talebani in Iraq: esplosioni, rapimenti, omicidi e decapitazioni. Un articolo in particolare, però, metteva in risalto il fatto che ora sia ufficiale che l’Iraq è fuori controllo e che il governo si sta nascondendo dietro le rovine dei muri che gli americani hanno costruito quando la fine del moderno Iraq è cominciata, con le invasioni degli stessi americani, giunte senza piani futuri (a eccezione della cattura e dell’esecuzione di Saddam). L’articolo è pubblicato sul giornale Azzaman in versione PDF. “Esecuzioni pubbliche sotto il nome di Islam” è il secondo di una serie di esaurienti servizi su quello che i rivoluzionari stanno facendo nella provincia di Diyala, specialmente nella sua capitale Baqubah. I rivoltosi, in gran parte appartenenti ad al- Quaeda in Iraq, stanno facendo esattamente quello che fecero i Talebani durante il loro regime in Afganistan tra il 1996 e il 2001. Esecuzione pubblica! Di seguito, riporto alcuni brani di un articolo apparso su Azzaman, che mostrano la brutalità del nuovo “Stato” che questi terroristi hanno formato in quella specifica regione. Gli urgenti richiami, che denunciano i crimini e i brutali massacri commessi dai gruppi armati o da quello che è noto come “Stato islamico dell’Iraq” a Diyala, sono aumentati giornalmente con la richiesta di un intervento immediato da parte del governo per liberare la popolazione della provincia, la cui pazienza nel sopportare tutto questo è svanita; le forze di sicurezza hanno fallito completamente finanche nel proteggere se stesse. I massacri hanno lo scopo preciso di diffondere la paura nel paese più che di uccidere individui isolati. Dozzine di civili vengono rapiti. Poche ore dopo, [i gruppi armati] riuniscono le persone cogliendo l’opportunità della presenza della gente nei mercati, da loro trasformati in campi pubblici per le esecuzioni. Gli uomini armati circondano tali mercati per obbligare la folla a guardare il modo in cui mettono in atto l’esecuzione [dell’ostaggio]. Uno degli uomini armati si posiziona al centro del mercato e si rivolge alla gente prima dell’esecuzione. Egli fornisce alla folla i dettagli circa la vita dell’ostaggio, che è sempre accusato di essere il comandante di una ben nota milizia; in realtà, la maggior parte delle persone giustiziate sono di Baqubah, alcune di loro anche conosciute [in città]. Uno dei giovani uomini sequestrati era un impiegato del Morgue Directorate, conosciuto da tutti i media come ritardato. Era l’unico a sostenere economicamente la sua famiglia. È stato massacrato con un coltello davanti alla folla nella zona di al-Mualimeen. Nel discorso [fatto da uno degli uomini armati] egli veniva accusato di essere un miliziano, ma era stato catturato perché appartenente all’altra setta [il che significa che era sciita]. Gran parte degli internet café sono stati chiusi poiché deviano le persone dalla Jihad e dal culto. È accaduto che una bomba fosse piazzata di fronte a un internet café, distruggendolo; questo ha costretto molti internet café a chiudere. Baqubah oggi è una città fantasma. La gente si chiude in casa dalle 11 di mattina a causa di questi fatti. In un altro caso, un residente ha raccontato che un uomo è stato rapito dallo “Stato islamico dell’Iraq”. Quest’uomo ha ricevuto settanta frustate perché uno degli uomini dello “Stato” l’aveva sentito giurare sull’anima di suo padre invece che su Dio, parlando al telefono cellulare con un amico. Ha aggiunto di aver saputo che molte persone sono state torturate, altre uccise, altre ancora condannate a memorizzare tre parti del Corano. Un amico ci ha raccontato di aver visto coi suoi occhi un uomo portato in mezzo al mercato nella città di Buhruz. Dopo il discorso, quest’uomo è stato decapitato e la sua testa è stata trasportata su una macchina, la quale ne trascinava il corpo al centro della strada. Quella era l’ora delle preghiere di mezzogiorno. Gli uomini armati, lasciata la scena, si sono recati nella vicina moschea a pregare e qualcuno di loro aveva sulla camicia macchie di sangue del corpo dell’uomo massacrato.

venerdì 6 aprile 2007

Baghdad: ecco i mezzi pesanti

Da Pajamas Media, post del 4 aprile 2007 di Omar Fadhil:

Abbandonate le case attorno alla base americana, perchè la attaccheremo presto... Gli invasori tra non molto se ne andranno. Chi vi proteggerà allora?" Queste sono più o meno le parole di un volantino distribuito dai "mujahideen" qualche giorno fa ad Adhamiya. Un nostro lontano parente che vive là ne ha ricevuto uno. Il messaggio rivela che i terroristi ed i ribelli avevano pianificato di attaccare alcune delle "stazioni congiunte di sicurezza" che l'esercito americano e iracheno hanno stabilito in quel quartiere di Baghdad. E, difatti, un attacco di quel tipo è avvenuto questa mattina. I giornali riferiscono che una delle "stazioni congiunte di sicurezza" (in breve, JSS, joint security station) è stata attaccata con un'auto bomba. Sembra tuttavia che il luogo dell'attacco sia Sadr City, non Adhamiya. Attorno a Baghdad oggi c'è un notevole incremento di veicoli armati nelle strade, e parlo di armamenti pesanti. I mezzi leggeri (Humvees) sono comuni ovunque. Poi vengono i mezzi blindati (Stryker). I ben più seri Bradley e i carriarmati sono di solito rari, ma oggi anche questi sono piuttosto presenti, in particolare a Rasafa, la zona est di Baghdad. Abbiamo visto con i nostri occhi pattuglie di tre o quattro Bradley passare per le strade; a volte, passare più volte per la stessa strada. Stabilire in anticipo cosa significhi questo aumento di attività militari è sempre difficile. Le forze di sicurezza non rivelano in anticipo motivi e movimenti. Anche l'esercito iracheno ha dispiegato alcuni carroarmato per rinforzare i maggiori posti di blocco in città. Mio padre racconta di avere visto alcuni carroarmato affiancarsi al gruppo di BMP che solitiamente staziona al posto di controllo principale sull'autostrada di Baghdad est. Anche il cordone di sicurezza attorno ad Adhamiya, così come ai vicini quartieri di Raghiba Khatoun, Seleikh e Qahera, è stato intensificato e rinforzato. Nel frattempo, nella zona ovest di Baghdad l'esercito iracheno continua a costruire veri e propri muri attorno alle zone calde di Amiriya e Ghazaliya. I muri servono per sigillare queste zone. Hanno inoltre il compito di separarle dai quartieri circostanti, con solo due o tre entrate sorvegliate che "permettono un migliore controllo dei movimenti e impediscono ai terroristi di muoversi", secondo quanto riferisce un ufficiale iracheno. Probabilmente, uno dei principali successi dell'esercito è stata la recente scoperta e distruzione (con un bombardamento aereo) di una fabbrica di bombe in Arab Jubour. In città è opinione diffusa che sia proprio in questa zona agricola che si preparano le auto-bomba spedite poi a colpire a Baghdad. Le notizie sul bombardamento a Arab Jubur riferiscono che le strutture distrutte contenevano grandi quantità di componenti per fabbricare bombe. Lasciano altresì intendere che, con la sua distruzione, sarà più difficile per i terroristi disporre di esplosivi e preparare e distribuire le loro micidiali bombe. A Mosul, nel nord, il governatore Duraid Kashmoula ha annunciato che la provincia di Ninive ha aviato la sua operazione "Imposing Law". Kashmoula non ha fornito molti dettagli e non ha precisato se sono stati forniti o richiesti rinforzi dall'esercito iracheno o dalla coalizione, per fornire supporto nel corso dell'operazione. Infine, le ore di coprifuoco a Baghdad sono state ridotte da 10 a 7 (dalle 10 di sera alla 5 di mattina, in precedenza era dalle 8 di sera alle 6 di mattina). Questo non sembra collegato ad un cambiamento della situazione della sicurezza. Sembra piuttosto un adeguamento all'introduzione dell'ora legale, avvenuto 2 giorni fa. Ma è buona cosa che il governo abbia agito prontamente. In caso contrario, ci saremmo dovuti sorbire un "coprifuoco notturno" che sarebbe iniziato ben prima del crepuscolo. Questa mattina Al-Sabah ha pubblicato un'intervista ad alcuni cittadini di Baghdad per raccogliere le loro opinioni sull'operazione di sicurezza. Le persone intervistate dicono che sembra che l'operazione si stia ammorbidendo, e che stia perdendo forza. Non sono d'accordo con questa affermazione. Il dispiegamento sul territorio e l'aumentata presenza di mezzi indica in realtà che le truppo sono ancora all'erta, se non addirittura che vi saranno altre azioni. Ma potrebbe anche essere che queste persone fossero di quartieri diversi dal mio e vedano cose diverse da quelle che si vedono qua, o probabilmente sono persone che si sono abituate a ciò che vedono quotidianamente. Come moltre altre cose in questo periodo di guerra, ciò che ti sembrava strano un mese fa, oggi è semplice routine, vita quotidiana. E a Baghdad in questo periodo, qualsiasi miglioramento dello stato di sicurezza ti fa semplicemente desiderare di averne di più ancora.

lunedì 26 marzo 2007

Iraq: il fronte nella guerra al terrore

Dal sito "Iraq the Model", post del 23 marzo 2007:

"Quando il regime Talebano in Afghanistan è caduto, i giovani facevano la fila dai barieri per tagliarsi i capelli; quando è caduto Saddam, i barbieri sono diventati dei bersagli". Mio padre mi ha fatto questo semplice esempio in una nostra recente discussione sulla guerra al terrorismo. L'esempio è semplice, ma l'idea sottostante è profonda, e punta ad identificare i cambiamenti in atto nella guerra al terrorismo. Ne voglio parlare perchè recentemente mi è capitato di assistere a dibattiti in America sul ridispiegamento delle truppe, e sull'identificazione del vero fronte di guerra sul quale concentrarsi. Mi sembra che su questo punto al-Qaeda (ed i terroristi in generale) non nascondano le loro posizioni: sebbene siano ancora attivi in diverse parti del mondo, è chiaro che stanno spostando i loro sforzi e le loro risorse nella guerra in Iraq. La guerra in corso infatti ha molto a che vedere con le prospettive future di diffondere l'estremismo religioso; questo aspetto a sua volta si fonde con le attività di quei Paesi che, nonostante le distanze ideologiche, condividono gli scopi di al-Qaeda. Questa collaborazione è complessa, ma mostra chiaramente le priorità dei terroisti e degli "stati canaglia" e, di conseguenza, suggerisce quali dovrebbero essere le nostre priorità. Ci sono ovviamente esempi migliori di quello sopra fatto sui bambieri, esempi che è opportuno ricordare a tutti quelli che ingenuamente tendono a semplificare eccessivamente le cose riconducendo la guerra in corso alla caccia adei comandanti di al-Qaeda nascosti in grotte sperdute e lontane dalla civiltà nelle montagne dell'Afghanistan o del Pakistan. Al-Qaeda ed i suoi sostenitori stanno utilizzando gran parte delle risorse propagandistiche per coprire le attività in Iraq, e lo stesso stanno facendo con le risorse finanziarie. I fatti dimostrano che gran parte del denaro viene impiegato per finanziare il terrorismo in Iraq. Non dimentichiamo le reti di reclutamento costantemente scoperchiate in molti Paesi europei ed arabi: raramente, per non dire mai, sentiamo dire che le persone reclutate venivano mandate in Afghanistan perchè normalmente le reclute vengono inviate in Iraq. Inoltre, alcuni dei più importanti comandanti di al-Qaeda hanno lasciato l'Afghanistan per combattere in Iraq. Un esempio che mi viene in mente è Omar al-Farouk che scappò da Bagram per essere catturato più tardi a Basra! La stessa al-Qaeda si vanta del "sacrificio" degli oltre 4.000 "martiri" per sottolineare l'importanza della guerra in Iraq. E le centinaia di attentatori suicidi che hanno scelto di farsi esplodere qui in Iraq piuttosto che in altri posti dovrebbero ricordarci che, se al-Qaeda considera questo il fronte principale, che senso ha parlare di ridispiegamento delle forze? Lasciare il fronte principale non è un ridispiegamento, ma una fuga. Ma perchè l'Iraq è diventato il fronte principale? L'Iraq non può essere confrontato all'Afghanistan, abbandonato dalla maggior parte delle forze di al-Qaeda dopo poche settimane di battaglia (comportamento non da al-Qaeda!) L'Iraq, indebolito da una guerra che ha portato a rovescaire il regime di Saddam ma ricco di risorse e di conoscenze è una tentazione ben più grossa dell'Afghanistan; inoltre, la possibilità che sia instaurata una democrazia in Iraq rappresenta una grave minaccia all'ideologia di uno stato secolare. Pertanto al-Qaeda (e tutti quelli che direttamente o indirettamente la stanno sostenendo) hanno capito che devono concentrare le forze sull'Iraq, piuttosto che perdere tempo in Afghanistan. Proviamo ad immaginare che l'Iraq sia abbandonato a se stesso priam di essere in grado di difendersi da solo, e che cada nelle mani degli estremisti, che cosa accadrebbe? Possiamo confrontare i campi di papavero da oppio con le risorse di petrolio della Mesopotamia? Possiamo correre il rischio di lasciare queste ricchezze al servizio dei terroristi? L'altro aspetto da considerare sono le infrastrutture scientifiche: se parliamo in particolare di tecnologia militare, l'Afghanistan ne è quasi totalmente privo, mentre Saddam ha festeggiato 17 anni fa il lancio del primo razzo nello spazio. Lo stesso risultato che l'Iran ha annunciato di aver raggiunto solo qualche giorno fa. Queste infrastrutture, anche se poca cosa rispetto alle dotazioni degli stati più evoluti, potrebbero essere molto pericolose in mano ai terroristi. Uno stato islamico in Iraq, guidato da al-Qaeda o da uno dei locali partiti estremistici religiosi, rappresenterebbe un enorme minaccia alla sicurezza della regione e del mondo ed un punto di svolta che potrebbe incoraggiare altri ad unirsi ai terroristi... sarebbe molto più difficile cercare di arresatre la marea a quel punto. E' vero che quello che sta accadendo in Iraq non ha nulla a che vedere con le ambizioni degli iracheni o degli americani, e nessuno vuole negare i molti sbagli fatti. Sono d'accordo che si dovrebbero fare pressioni sul governo iracheno per aumentare gli sforzi per ristabilire la legge e raggiungere la riconciliazione. E sono d'accordo che il governo americano dovrebbe riovedere il modo in cui ha pianificato e sta gestendo questa guerra. Ma abbandonare questo fronte o rifiutando di riconoscerne l'importanza sarebbe un errore madornale, che potrebbe portare a conseguenze disastrose per tutti.

mercoledì 14 marzo 2007

Iraq: la tempesta dopo la quiete...

Dal sito "Iraq The Model", post del 13 marzo 2007:

Il fronte di Baghdad è rimasto notevolmente tranquillo nelle ultime 48 ore, fino ad un'ora fa (21,00 del 13 marzo, ndr) quando abbiamo iniziato a sentire diverse esplosioni in lontananza. L'aumento dell'attività dei cacciabombardieri ed il rumore delle esplosioni fa pensare ad un ondata di bombardamenti da qualche parte nella periferia della città... al momento non abbiamo notizie più precise, ma cercheremo di tenervi aggiornati. Aggiornamento: E' tutto piuttosto tranquillo, ora, ma un amico che chiama da Palestine Street, poco ad ovest di Sadr city, ci ha detto che le esplosioni sono state molto forti in quella zona... Credo che solo domani mattina sapremo cos'è accaduto questa notte.