martedì 30 ottobre 2007

Apologia di fascismo: e il comunismo?

Se esiste il reato di apologia di fascismo, come giustamente prevede il nostro ordinamento, perchè scandalizzarsi per la proposta di introdurre il reato di apologia del comunismo?
In cosa il secondo è stato migliore del primo da non doverne scongiurare il ritorno?
The Italian law, rightly, provide for the crime of "fascism's apologia". So, why beeing shocked by the proposal to introduce also the crime of "comunism's apologia"?
Why should we consider comunist dictatorships better than the fascist ones?

venerdì 19 ottobre 2007

Vogliono controllare i blog?

Censura su internet. Controllo dei blog in Italia

"Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione."
(Fonte: larepubblica.it)
Leggi il disegno di legge su larepubblica.it.
Leggi l'articolo: "Censura Internet, come aggirarla"

lunedì 30 luglio 2007

Più soldi a deputati e senatori?

Aggiornato il 31.07.07 Il Corriere della Sera on-line riporta un'intervista al segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, in merito alla vicenda del deputato Mele (il deputato che ha confessato di essere il parlamentare protagonista della serata hard in un albergo romano con una signora poi finita in ospedale forse a causa del consumo di droghe e alcol):
"Cesa sottolinea anche il «problema» dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, «e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura». Lo dice riferendosi anche alla sua vita pubblica: «Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria». Per questo, ripete più volte, «la vita del parlamentare è molto dura» e bisognerebbe pensare, propone, all'ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma."
Mi auguro che l'idea di "più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma" sia una deduzione "impropria" del giornalista (o della giornalista), e non una frase effettivamente pronunciata da Cesa. Aggiornamento del 31.01.07 Il Corriere on line conferma, con un articolo di Gian Antonio Stella, quanto sopra riportato:
"[...] Lorenzo Cesa ha detto proprio così. Testuale: «Si parla tanto di costi della politica, ma al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare. Perché la vita del parlamentare è dura, la solitudine è una cosa molto seria»."
Anche laRepubblica.it si dedica all'argomento, riportando i commenti di alcuni parlamentari (tra cui Bertinotti, Casini, Mura, e Bonelli) e le precisazioni dell'UdC.

martedì 24 luglio 2007

Per una nuova "Mani pulite"

Nel giorno in cui il Presidente Napolitano chiede ai giudici "la massima riservatezza", e di "non inserire negli atti processuali valutazioni non pertinenti" che "vengono poi esasperate dai media" (leggi l'articolo su laRepubblica.it), ritengo giusto (per quanto poco possa valere) schierarmi dalla parte del gip di Milano Clementina Forleo, rea di voler raccontare il clima culturale nel quale sono maturati alcuni atteggiamenti poco ortodossi. E dei magistrati che, con i loro inevitabili pregi e difetti, cercano di lavorare seriamente per un'Italia un po' meno illegale. Perchè non si sentano troppo soli, e non mollino la presa.

venerdì 6 luglio 2007

dall'Italia, rassegna stampa

Tommaso Padoa-Schioppa: «l'andamento della spesa non ci soddisfa ed è superiore alle stime di marzo, a causa della modifica dei ticket, della decisione di riaprire la negoziazione del contratto sul pubblico impiego, ma anche degli aumentati tassi di interesse». (Corriere on line del 5 luglio 2007) Romano Prodi: «E' doveroso abolire lo scalone. Per farlo troveremo i soldi per abolire lo scalone con i risparmi nella pubblica amministrazione». (Corriere on line del 6 luglio 2007) I deputati pagano 9 euro pranzi che ne costano 90. «La soluzione individuata consiste nell' "affidamento all'esterno di una parte dei servizi di ristoro". Così, i 7 cuochi del reparto cucina e i 25 addetti, tra camerieri e operatori vari, per un totale di 32 "unità di personale" saranno destinati "alla professionalità di assistente parlamentare con le rispondenti qualifiche", ma anche al centralino, al "reparto riproduzioni e stampa", ai servizi radiofonici e televisivi. Ora, cosa ci farà un cuoco al centralino non è dato sapere, ma il problema sarà affrontato in un secondo tempo.» (Repubblica on line del 6 luglio 2007) Franco Marini: «Non vorrei che tutti noi creassimo una situazione tale che i giovani debbano poi pagare un prezzo quando andranno in pensione.» (Repubblica on line del 6 luglio 2007)
AMEN! E buon fine settimana a tutti...

mercoledì 30 maggio 2007

Tratta di esseri umani, basta ipocrisie

Per gentile concessione della Fondazione Pangea.

TRATTA DI ESSERI UMANI, BASTA IPOCRISIE La soluzione può passare solo da una reale valorizzazione della dignità umana Di Sabrina Ignazi, Area Tratta e Prostituzione della Caritas Ambrosiana
Il fenomeno della tratta: stime e dati. La presenza, sulle strade italiane, di donne straniere dedite alla prostituzione risale ai primi anni ’90. Fino a questo periodo la prostituzione era esercitata, nella maggior parte dei casi, da donne italiane in appartamenti o in luoghi protetti; l’arrivo di donne straniere ha, quindi, determinato una “rivoluzione” nel mercato della prostituzione, più chiara nelle sue proporzioni se si considerano i dati disponibili. Le stime dell’O.I.M. (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) relative alle donne straniere indotte a prostituirsi in Italia oscillano tra le 20.000 e le 35.000, ma va tenuto presente che questo dato si inserisce nel fenomeno più ampio del traffico di esseri umani che ogni anno coinvolge tra le 700.000 e i due milioni di persone in tutto il mondo (prevalentemente donne e bambini), con un giro di affari stimato in 13 miliardi di dollari (fonte O.N.U.). Questi dati, così come la stima - relativa all’Italia - del numero dei clienti della prostituzione (che qualche anno fa sono stati quantificati in 9 milioni), rappresentano necessariamente delle proiezioni ipotetiche. Il traffico di donne a scopo di sfruttamento sessuale è, infatti, un fenomeno sommerso che implica anche molteplici reati (tratta di esseri umani, immigrazione clandestina, induzione alla prostituzione e suo sfruttamento, riduzione in schiavitù) e che per la sua complessità viene spesso gestito da organizzazioni criminali che si avvalgono di reti internazionali. Specificità delle diverse nazionalità delle donne. Nei primi anni ’90 gran parte delle ragazze trafficate proveniva dall’Albania e dai Paesi dell’Est Europa. Si trattava di giovani donne sottratte alle loro famiglie e sottoposte a ogni forma di violenza perché si prostituissero e consegnassero l’intero guadagno agli sfruttatori. Diverse erano (e sono tuttora) le condizioni di sfruttamento delle ragazze nigeriane, le quali arrivano in Italia dopo molteplici passaggi tra intermediari con un “debito” di svariate migliaia di euro che devono restituire alla loro maman (la nigeriana che le ha “comperate”, che le avvia al lavoro e le controlla) attraverso l’esercizio della prostituzione. Attualmente le ragazze che si prostituiscono in Italia sono costituite per circa il 50% da nigeriane e per il restante 50% da ragazze provenienti dal Sud America e dall’Est Europa, tra le quali prevalgono romene e moldave. Più recentemente si è assistito a un’ulteriore evoluzione del traffico, con l’arrivo di donne da Paesi dell’ex URSS ed è dell’ultimo periodo la comparsa sulle strade di donne cinesi, che fino a poco tempo fa si prostituivano esclusivamente in luoghi chiusi (“centri massaggi”). Anche le modalità di prostituzione sono cambiate nel corso degli anni: mentre in passato la prostituzione veniva esercitata quasi esclusivamente sulla strada, oggi molte ragazze dell’est si prostituiscono in locali e appartamenti. Il quadro normativo La prima legge di riferimento è la n. 75/58 detta anche “Legge Merlin”; questa legge è maturata ed è entrata in vigore in un contesto altamente stimolante, sia a livello nazionale che internazionale: erano gli anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), della Convenzione di New York per la Repressione della Tratta degli esseri Umani e dello Sfruttamento della Prostituzione Altrui (1950; ratificata in Italia nel 1966). Questi documenti, insieme alla nostra Carta Costituzionale (anch’essa di quegli anni), pongono in primo piano l’essere umano, proclamandone la libertà e l’eguaglianza in termini di dignità e diritti; questi stessi principi hanno posto le basi per la messa in discussione della prostituzione come me-stiere normato dallo Stato e praticato in condizioni di sfruttamento e di forte stigmatizzazione sociale. La Legge Merlin ha come finalità la proibizione dello sfruttamento della prostituzione e non la proibizione della prostituzione stessa; non prende posizione sulla liceità della prostituzione attri-buendo al suo esercizio un significato di scelta individuale. Nel momento in cui è emersa la rilevanza del fenomeno della tratta si è resa evidente la carenza della normativa in vigore, non essendo la Legge Merlin sufficiente a intervenire su uno sfruttamento della prostituzione che arriva ad acquisire i caratteri di riduzione in schiavitù a danno di persone straniere. Nel 1998 il TU delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (D.Lgs. 286/98) ha introdotto una misura di assistenza nei confronti degli stranieri vittime di reati che si trovino in situazioni di violenza e pericolo (art. 18); questo articolo prevede la concessione di un permesso di soggiorno all’interno di un programma di assistenza e integrazione sociale. Nel 2003 l’intervento a favore delle vittime di tratta è stato integrato dalla L. 228/03 che ha riformulato alcuni articoli del codice penale normando il reato di riduzione in schiavitù e di tratta di persone; all’art. 13 la legge introduce una misura di assistenza alle vittime analoga all’art. 18 del TU 286/98. Riflessioni sulla prostituzione. La tratta a scopo di sfruttamento sessuale ha messo in evidenza una straordinaria domanda di sesso a pagamento da parte degli uomini italiani e ha riproposto il dibattito sul ruolo della prostituta, che dopo l’abolizione delle case chiuse sembrava sopito. La Legge Merlin sembrava aver decretato la fine di un’epoca, quella di stampo patriarcale che tradizionalmente distingueva le donne sessualmente disponibili, con le quali ci si intratteneva al mero scopo di soddisfare un bisogno, dalle donne “perbene”, con le quali progettare e costruire una famiglia. La tanto agognata parità tra uomo e donna sembrava finalmente attenere anche l’esercizio della sessualità, dove la prostituzione legittimava invece l’uomo a scindere tra sessualità e affetto – e quindi tra partner e prostituta. L’offerta di sesso a pagamento esplosa a partire dagli anni ’90 ha riportato a galla un desiderio maschile che si pensava appartenesse al passato. Il cliente della prostituta non è più una figura residuale, un uomo per qualche motivo disadattato o perverso; le cifre del “consumo” di sesso non lasciano dubbi sulla sua normalità: è un uomo comune, che cerca la prostituta per i motivi più disparati (curiosità, solitudine, ecc.), ma soprattutto è un padre di famiglia, un partner, un fratello, un figlio. Questa dimensione di “normalità” porta a interrogarsi sui motivi profondi che stanno alla base di un tale comportamento, sulle dinamiche relazionali tra uomo e donna, sui modelli veicolati dai mass media, sulla necessità di un dibattito che esca dalla cerchia degli addetti ai lavori e che coinvolga l’intera società civile. Di prostituzione si parla infatti solo in occasioni di fatti di cronaca (racket, arresti, casi emblematici di ragazze liberate, crimini legati al suo esercizio, motivi di ordine pubblico), proponendo ciclicamente una revisione della Legge Merlin con intenti generalmente repressivi, sia nei confronti della prostituta che del cliente. La prostituzione e il suo “acquisto” non vengono sottoposti ad analisi critica: la prostituzione non è un reato, quindi, non ci sono impedimenti oggettivi al consumo di sesso a pagamento. Questo facilita indubbiamente il ricorso alla prostituta, ma intervenire con la semplice repressione vorrebbe dire rinunciare a un intervento pedagogico, a una comprensione profonda e umana del fenomeno e di chi lo alimenta. A questo proposito suonano straordinariamente attuali le parole del Cardinale Martini, che nel 1996 scriveva: “È necessaria una deterrenza sul piano delle coscienze, un lavoro formativo e culturale che renda sempre più illegittimo, a livello del costume, il ricorso allo sfruttamento sessuale. Mi sembra paradossale che la dialettica sociale di fronte a questa tematica scelga solo la strada puramente repressiva o di rassegnazione, tesa semplicemente a garantire e proteggere”.

Non sappia la sinistra ciò che fa la sinistra?

Gesù, nel Vangelo di Matteo, ammonisce l'uomo "non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra". E solo il rispetto di questo "precetto" può permetterci di capire il seguente manifesto, affisso in alcune zone di Roma, che sembra esprimere un ben più estremo "non sappia la sinistra ciò che fa la sinistra": Manifesto contro la centrale a carbone di Civitavecchia Proviamo a leggerlo:

"Le province di Roma e di Viterbo dicono no al carbone della centrale di Civitavecchia. Chiedono al governo di scegliere l'energia pulita. L'Unione sceglie la salute dei cittadini".
Fino a qui, nulla di strano: semplicemente un opinione, condivisibile o meno.
Ma guardiamo chi la firma: Come si vede (cliccate sulle immagini per ingrandirle), il manifesto è firmato da:
  • Democratici di Sinistra, Margherita, Rifondazione Comunista, Di Pietro - Italia dei Valori, Verdi, Comunisti Italiani, SDI, UDEUR, Gruppo Misto, Provincia Capitale,
ed è indirizzata al Governo, cioè a:
  • l'Ulivo (e quindi, Democratici di Sinistra e Margherita), Rifondazione Comunista, la Rosa nel Pugno (e quindi, Socialisti democratici Italiani, Radicali Italiani), Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Verdi, Popolari-UDEUR (fonte Wikipedia)
Morale della favola: mi scrivo pubblicamente una richiesta di non fare qualcosa!. ***** PS: per dare a Cesare quel che è di Cesare (ed al Governo quel che è del Governo), bisogna segnalare che l'iter per l'autorizzazione alla riconversione al carbone, da parte dell'Enel, della centrale di Civitavecchia è cominciato nel 1998 e solo nel 2003 si è concluso in maniera favorevole con la valutazione d'impatto ambientale, con strascichi amministrativi fino al 2005.

mercoledì 23 maggio 2007

Emergenza rifiuti in Campania

Riporto la definizione del sostantivo emergenza:

  • "improvvisa difficoltà, situazione che impone di intervenire rapidamente"
  • "circostanza imprevista"
(Dizionario della lingua italiana De Mauro) Perchè allora politici, amministratori e giornalisti si ostinano a parlare di emergenza rifiuti e di emergenza criminalità in Campania?

mercoledì 9 maggio 2007

Indulto, amnistia, giustizia e scelte politiche

E poi si organizzano talk show televisivi e si commissionano sondaggi per cercare di comprendere il fenomeno di scollamento tra cittadini e politica o per parlare di giustizia e di certezza della pena. Riportiamo dai giornali di ieri, 8 maggio:
Il Capo dello Stato, Presidente Napoletano, in visita al carcere romano di Rebibbia, ha affermato: "Ribadisco la convinzione che la pena detentiva debba essere riservata a chi commette crimini che destano allarme, che ledono gravemente valori e interessi preminenti e intangibili". Corriere on line, 08.05.07 - Repubblica on line, 08.05.07 Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che lo accompagnava nella visita, illustrando i dati forniti dall’Amministrazione Penitenziaria, con riferimento ai detenuti usciti dal carcere negli ultimi nove mesi per effetto dell’indulto (in totale, 26.201) ha sottolineato che “soltanto” il 12% (cioè, circa 3.150 persone, ndr) è tornato a delinquere, e quindi ha fatto rientro in cella. Corriere on line, 08.05.07 - Repubblica on line, 08.05.07 Il Capo della Polizia, Giovanni De Gennaro, nel presentare martedì mattina (8 maggio) alla commissione Affari costituzionali l'indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza in Italia nel periodo agosto-ottobre 2006, ha affermato: "Si è registrata rispetto all'anno precedente un incremento di 1.952 rapine e di 28.830 furti" dovuto al "fattore indulto". Infatti "fino al mese di luglio, ossia fino a prima dell'indulto, tali fenomeni presentavano una leggera flessione". Corriere on line, 08.05.07 Il procuratore di Torino, Marcello Maddalena, ha invitato i suoi sostituti ad accantonare i processi destinati a finire nel nulla per effetto dell'indulto, e a privilegiare la strada dell'archiviazione per i reati meno gravi a rischio prescrizione. Repubblica on line, 08.05.07
Si torna a parlare di amnistia: ma è veramente questo quello che chiediamo oggi ai nostri politici?

martedì 10 aprile 2007

Certificati medici di false malattie

Sul Corriere della Sera on-line il giuslavorista Pietro Ichino getta, con l'articolo "Quando i certificati diventano troppo facili", le sue pietre nello stagno dei malcostumi italiani. L'obiettivo è di cercare di smuovere le acque sui "milioni di giornate di malattia di nullafacenti sani come pesci, certificate da medici irresponsabili" e sull'inerzia degli Ordini dei Medici nell'intervenire almeno nei casi più evidenti di "mala fede del medico"" A sostegno riporta alcuni casi concreti, già denunciati in passato sul quotidiano milanese. La cosa triste è che questo malcostume italico è noto a tutti, ma nessuno fino ad ora ha mai fatto nulla.

giovedì 8 marzo 2007

Italia: abortisce a 5 mesi (per una malformazione che non c'è)

Questa è una storia che viene dall'Italia.

E questa è la foto di un bimbo (o feto, chiamatelo come volete) di 5 mesi, che si succhia pacificamente il dito nella pancia della sua mamma.

lunedì 29 gennaio 2007

Le liberalizzazioni del "pacchetto Bersani"

"la Repubblica.it" pubblica gli esiti (interessanti) di un sondaggio sulla valutazione delle liberalizzazioni contenute nel "pacchetto Bersani".

giovedì 18 gennaio 2007

Luciano Moggi parla di educazione allo sport.

Da Repubblica on line del 17 gennaio 2007: "Luciano Moggi diventa professore. L'ex direttore generale della Juve, il prossimo 9 febbraio, a partire dalle ore 11, incontrerà gli studenti dell'Istituto tecnico commerciale 'G.B. Vico' di Agropoli, in occasione di una giornata dedicata dall'istituto al tema dell'educazione allo sport. [...] Secondo il preside, Moggi è stato 'il capro espiatorio di un sistema corrotto'." nc

lunedì 15 gennaio 2007

Dei costi di ricarica dei telefonini e di altri balzelli

Il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, in un suo intervento alla trasmissione televisiva “Ballarò”, ha riportato alla ribalta la questione dei costi delle ricariche dei telefoni cellulari, affermando (in sintesi) che tali costi rappresentano un onere ingiustificato per gli acquirenti, e sostenendo la necessità e opportunità di abolirli. È ragionevole concordare con il Ministro che i costi di una ricarica telefonica sono immotivati, a maggior ragione quando il credito telefonico è acquistato on-line, ma avrebbe fatto piacere sentire il Ministro sostenere la necessità di eliminare altri balzelli quantomeno arbitrari, questa volta imposti dallo Stato (ovvero, dall'ente che Bersani in qualità di ministro rappresenta). Solo per citarne alcuni:

  • il prelievo complessivo del 23% sul premio imponibile di responsabilità civile auto (12,5% di imposte e 12,5% di contributo al Servizio Sanitario Nazionale è del 10,50%). In altre parole, quando si paga un’assicurazione RCA, circa un quarto di quanto paghiamo è rappresentato da tasse;
  • il bollo di 1,81 euro sugli estratti conto delle carte di credito (per importi superiori a 100 euro, ex art. 13 DPR 642/72);
  • la tassa governativa sugli abbonamenti per i cellulari (circa 5 euro al mese, IVA del 20% esclusa); - …

Se poi vogliamo esagerare, c’è un’imposta alla quale siamo oramai abituati e che non notiamo più, l'IVA, che incide sul prezzo di acquisto di un bene con un’aliquota che varia dal 4% al 20%.

Detto questo, sono abbastanza tranquillo sul fatto che tra un anno nessuno dei citati balzelli (a partire dai costi delle ricariche telefoniche) sarà stato eliminato (eliminato, non assorbito!).

Ovviamente, è solo un’opinione tra tante :-)

Facciamoci del male: quali altre tasse, oneri, balzelli ingiustificati vi vengono in mente?

NB: sul tema dei costi delle ricariche per i telefoni cellulari avevano già scritto (tra i molti altri) nel novembre 2006 Andrea Trapani, Il Disinformatico e punto-informatico nell'articolo "Costi di ricarica, si va alla rimodulazione".

mercoledì 20 dicembre 2006

L'Associazione Antea sul caso Welby

Riceviamo dall'Associazione Antea le precisazioni del Dott.CASALE rispetto al caso WELBY; le pubblichiamo perchè le riteniamo utili per comprendere il (disordinato e disinformato) dibattito in corso su eutanasia, accanimento terapeutico e cure palliative.

Il dottor Giuseppe Casale e Antea Associazione si sono trovati in questi giorni al centro dell’attenzione dei media per il loro coinvolgimento nel “caso Welby” e nella polemica sull’eutanasia. Il dottor Casale è stato dipinto come “il medico che dice no”, che rifiuta di “staccare la spina”: questa non è solo una semplificazione, ma un errore fondamentale. La posizione di Antea e del dottor Casale sulla questione sofferenza non è quella del “non fare”. Semmai del “fare di più” e del “fare meglio”. Per rispettare fino in fondo non solo la vita, ma la persona che la vive. Il dottor Casale ha scritto quindi le righe che seguono per raccontare la sua esperienza di uomo e di medico nel caso di Piergiorgio Welby, e spiegare a tutti che cosa davvero propone, e perché.

Mi sono trovato di fronte un uomo malato che vive in un appartamento di una periferia romana, al quarto piano con un ascensore stretto. E' in una piccola stanza, di fronte a lui solo un televisore. L’unica finestra è lontana dal letto, per cui non riesce a guardare fuori. L'unica persona ad assisterlo giorno e notte è la moglie, supportata da un’assistenza sociale attivata dal Comune per poche ore a settimana. Ho visto il Sig. Welby solo due volte. Lui è attaccato dal 1997 al respiratore e dal 2002 ne è completamente dipendente. Non ha una nutrizione artificiale e nemmeno un sondino nasogastrico, come erroneamente è stato riportato da un esponente del partito radicale nella trasmissione televisiva “Primo Piano”. Si nutre da qualche mese solo con un’alimentazione semiliquida. Nella seconda ed ultima visita da me effettuata il 25 novembre scorso, considerando la malattia di base (la distrofia muscolare), ho rilevato che le sue condizioni fisiche non fossero di una gravità tale da far supporre che stesse morendo. Il sig. Welby urinava naturalmente. Evacuava solo attraverso svuotamento ogni due, tre giorni, aiutato dalla moglie. La valutazione del dolore fisico da lui riferito era molto lieve, non assumeva farmaci per questo sintomo. Sicuramente ho rilevato un dolore psicologico e molta rabbia e ancora di più un profondo dolore spirituale .Quando parlo del dolore spirituale non intendo un dolore che riguarda la propria fede ma un dolore intimo, profondo ed esistenziale che può attanagliare chiunque di noi, sia ateo che credente. E’ quando non si riesce a dare più senso alla vita come tale. Il sig. Welby è stato indirizzato all’Antea dall’Associazione Luca Coscioni. L’ho visto come dicevo solo due volte. Data la situazione clinica e sociale gli ho proposto l’assistenza presso la nostra struttura sanitaria Hospice Antea, ma si è rifiutato. Quindi gli ho proposto di assisterlo in casa, come siamo soliti fare con la nostra Unità Operativa di Cure Palliative Domiciliari, assicurandogli una forte presenza dei nostri operatori, che comprende anche l'assistenza psicologica e soprattutto spirituale. Il Sig. Welby non ha accettato neanche questa proposta. Allora gli ho prospettato una terapia ansiolitica e antidepressiva, in quanto assumeva un blando ansiolitico solo la sera, ma ha rifiutato. A questo punto l’unica soluzione era proporre una sedazione, anche perchè questa era la sua richiesta, ma soprattutto perché era l’unico strumento in mio possesso per curare la sua sofferenza. Lui aveva molta difficoltà a deglutire e le vene superficiali erano difficilmente reperibili e sclerotizzate, per cui ho proposto una sedazione per via sottocutanea, ma la richiesta del Signor Welby diventò molto specifica : “Voglio essere sedato e contemporaneamente staccato dal respiratore”. Ho risposto che non potevo in quanto la sua era una vera e propria richiesta di eutanasia, e che comunque le modalità che gli avevo offerto erano una valida alternativa alla sofferenza. Gli ho assicurato che gli sarei stato vicino quando la morte lo avrebbe raggiunto naturalmente e lo avrei accompagnato fino all’ultimo minuto, e che sarebbe morto serenamente. Inoltre, dal punto di vista medico, ritenevo che durante la sedazione la morte sarebbe sopraggiunta in pochi giorni, per la normale evoluzione della malattia stessa,ed anche perché lui rifiutava qualsiasi forma di accanimento terapeutico, compreso l’utilizzo di aghi per la nutrizione per via endovenosa e il sondino naso gastrico per la nutrizione entrale. La sedazione da me effettuata, ribadisco, sarebbe stata somministrata solo per non farlo soffrire e non per accelerare la morte o addirittura provocarla. In questo modo il respiratore artificiale non avrebbe influito se non in minima parte sul processo irreversibile a cui sarebbe andato incontro. Tutto ciò sarebbe stato effettuato rispettando il diritto alla autodeterminazione e allo stesso tempo si sarebbe evitata qualsiasi forma di accanimento terapeutico sulla sua persona, visto anche, il suo rifiuto ad accettare qualsiasi strumento per prolungare artificialmente la sua vita. Ricordo comunque che la sedazione non è un atto definitivo, ma è reversibile in quanto il paziente può essere svegliato qualora se ne ravvisi la necessità, anche se nel caso specifico sarebbe stato abbastanza improbabile che ciò potesse avvenire. Sono convinto che se il sig. Welby si fosse rivolto a noi prima, accettando le cure Palliative, avremmo avuto la possibilità di garantirgli una migliore qualità di vita, aiutandolo a riconsiderare la vita sempre degna di essere vissuta, seppure da malato. Dopo questa mia proposta il sig. Welby ha ribadito quanto già espresso: “Voglio essere sedato e subito essere staccato dal respiratore”. Tengo a precisare che, qualora avessi agito in tal senso, comunque contro la mia volontà e la mia etica di medico e di uomo, il mio nome, quello di Antea, e quello di tutte le Cure Palliative sarebbe stato strumentalizzato nella battaglia mediatica e politica condotta in nome dell'eutanasia. Battaglia di cui ritengo che il Sig. Welby sia in questo momento artefice e al tempo stesso vittima. E questo non posso e non voglio che accada mai. Sono contrario all'eutanasia, oltre che per motivi etici, nessun uomo deve e può togliere la vita ad un altro uomo, anche perché esistono i mezzi per aiutare le persone a non sentirsi sole, abbandonate, a non soffrire. Mezzi che possono evitare qualsiasi sofferenza per aiutare a valorizzare qualsiasi momento della vita: sono le Cure Palliative, e che io medico palliativista, ritenendole le più adeguate avevo proposto. Se applicate nel loro senso più profondo e con operatori professionalmente preparati, annullano la richiesta di eutanasia. E non lo dico come assioma, ma in base all’esperienza maturata attraverso l’assistenza che l’Antea ha garantito ad oltre 10.000 malati terminali non solo oncologici. Ricordo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene le Cure Palliative il mezzo più idoneo per prendersi cura dei pazienti in fase terminale.per accompagnare dignitosamente le persone sofferenti alla morte. Le Cure Palliative, mi piace sottolineare, sono contro qualsiasi forma di accanimento terapeutico e contro l’eutanasia. Purtroppo bisogna rilevare che nella società attuale si fa evidentemente prima a parlare di eutanasia, che prendersi cura degli oltre 140.000 malati terminali stimati in Italia ogni anno, quindi investire sulla formazione del personale e sulla realizzazione di centri e reti socio-sanitarie per le Cure Palliative. Mi dispiace, come medico e uomo, che mentre scrivo il Sig. Piergiorgio Welby stia soffrendo, e insieme a lui la moglie Mina. Mi dispiace soprattutto di non poterlo aiutare, come faccio ogni giorno, per molte persone, dai bambini agli ultranovantenni, in condizioni simili e a volte anche più gravi della sua, con l’èquipe dell’Antea e mediante le Cure Palliative. Giuseppe Casale Coordinatore Unità Operativa Cure Palliative ANTEA

venerdì 24 novembre 2006

UGL: "No alla finanziaria da URLO"

UGL, No alla finanziaria da URLO

lunedì 20 novembre 2006

Alleanza Nazionale: "Più tasse per tutti"

Alleanza nazionale, Finanziaria 2007, Più tasse per Tutti

lunedì 13 novembre 2006

l'Ulivo, Margherita: "Con il governo Prodi pressione fiscale più bassa..."

l'Ulivo, Margherita, con il governo Prodi pressione fiscale più bassa per 16 milioni di famiglie Salutisti!... La cosa straordinaria è che anche su di un dato oggettivo come la pressione fiscale (pago più o meno tasse? c'è poco da discutere!) si riescono ad avere informazioni differenti. E questo, poi, con una valanga di emendamenti che incombono sulla Legge Finanziaria (200 della sola maggioranza, in base agli ultimi dati disponibili), per cui non è dato ancora sapere quale sarà il testo finale della Legge, una volta approvata...

venerdì 10 novembre 2006

"Con il governo Prodi +51% per il teatro, il cinema, la danza e la musica"

Fianziaria 2007, teatro, cinema, danza, musica

Vedremo dopo la valanga di emendamenti che cosa ne resterà!

giovedì 9 novembre 2006

l'Ulivo, Margherita: "Fondi per l'autonomia scolastica e assunzione dei lavoratori precari"

l'Ulivo, Margherita, Manifesto Fondi per l'autonomia scolastica e assunzione dei lavoratori precari

A giudicare dalle scritte sul muro, un piccolo investimento nella formazione scolastica non farebbe male.