Sono centinaia i bambini che, oggi, lavorano per la strada per guadagnare qualche spicciolo, per sfamare se stessi e la propria famiglia. La maggior parte viene da famiglie povere, ed ha perso i genitori durante la guerra; così oggi deve affrontare lavori molto duri per sopravvivere.
Come questa bambina, che lucida le scarpe per strada per guadagnare qualche soldo. Ha 9 anni, e le è negata l'opportunità di andare a scuola. Scruta l'orizzonte e possiamo immaginare che sogni un futuro diverso, nonostante i suoi giorni futuri siano uguali a quelli passati. Ma il suo mondo è quello che la circonda: la tracolla e gli strumenti per pulire le scarpe che si porta appresso. |
Today hundreds of these children are in the streets to work and earn money to feed herself and her family. Lots of these children are coming from poor family who lost their parents in the time of war and today they have to afford harsh works to survive.
This child is one of them who supports his family by polishing the boots on the streets. She is at the age of 9 who deprived from going to school. As she looks to horizon, we can imagine, she looks her next day which comes the same as yesterday, she is dreaming the horizon of her future live. But her world doesn’t' exceed further than herself and the place surrounded her; the slipper she holds and the tools for polishing she is carrying. |
martedì 11 dicembre 2007
Afghanistan: la piccola capofamiglia
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Etichette: Afghanistan, bambini, lavoro minorile
domenica 9 dicembre 2007
Infanzia e religione agli antipodi
Steve McCurry e James Stanfield ci mostrano il lato innocente della religione, cioè gli oneri di cui i bambini si fanno inconsapevolmente carico in nome della fede della loro comunità. Il primo ci porta - con una fotografia straordinaria - in India, a Benares, una città dell'Uttar Pradesh. Questa città, che sorge sul Gange, è sacra ai fedeli all'Induismo, che vi si lavano, vi muoiono, vi lasciano le proprie ceneri. Eppure questi bambini hanno gli occhi di chi cerca di guadagnarsi da vivere: di chi sta vendendo. Già, vendono fiori e candele da far galleggiare ritualmente sull'acqua del fiume sacro, e la bellezza della loro posa riflette l'incoerenza e le contraddizioni di questo semi-continente che è l'India: uno dei luoghi più spirituali, sacri e religiosi al mondo, non può fare a meno di vendersi l'anima, persino dove questa è intenzionata all'eterza salvezza. Ecco che spetta ai bambini, quindi, svolgere questo compito così moralmente basso e, nello stesso tempo, così utile per chi, invece, vuole innalzarsi - illuminando il percorso rituale con le candele comprate a loro.
Il secondo invece ci lascia una grandiosa fotografia scattata nella Giornata Nazionale di Muscat, una delle città più antiche del Medioriente e capitale dell'Oman. Anche qui, durante le celebrazioni del 18 Novembre, i bambini sono il fulcro della trasmissione della fede, in questo caso musulmana. Gli sguardi e le pose trasmettono una forte consapevolezza di solennità e allo stesso tempo: quello che può essere frainteso come un noioso onere affidato dagli adulti della comunità, rappresenta in realtà un motivo di orgoglio per questi bambini concentrati sul loro rito, scelti tra i migliori della loro età. L'Islam è la religione ufficiale dello Stato, e sebbene esistano minoranze indù e cristiane, il 75% della popolazione omaniana è l'unica a conservare la fede Ibadita, una variante dell'Islam che si contrappone al suo "razzismo": gli ibaditi ritengono che il comando della comunità spetti a chiunque si distingua per dignità religiosa, indipendentemente dalla sua parentela, dalla sua appartenenza etnica, dal colore della sua pelle.
[fotogiornalismo]
Il secondo invece ci lascia una grandiosa fotografia scattata nella Giornata Nazionale di Muscat, una delle città più antiche del Medioriente e capitale dell'Oman. Anche qui, durante le celebrazioni del 18 Novembre, i bambini sono il fulcro della trasmissione della fede, in questo caso musulmana. Gli sguardi e le pose trasmettono una forte consapevolezza di solennità e allo stesso tempo: quello che può essere frainteso come un noioso onere affidato dagli adulti della comunità, rappresenta in realtà un motivo di orgoglio per questi bambini concentrati sul loro rito, scelti tra i migliori della loro età. L'Islam è la religione ufficiale dello Stato, e sebbene esistano minoranze indù e cristiane, il 75% della popolazione omaniana è l'unica a conservare la fede Ibadita, una variante dell'Islam che si contrappone al suo "razzismo": gli ibaditi ritengono che il comando della comunità spetti a chiunque si distingua per dignità religiosa, indipendentemente dalla sua parentela, dalla sua appartenenza etnica, dal colore della sua pelle.
Pubblicato da kindlerya a 13.12 0 commenti
Etichette: Africa, bambini, fotogiornalismo, fotoreportage, giornalismo, India, Oman, religione, Reportage, riti
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Sono centinaia i bambini che, oggi, lavorano per la strada per guadagnare qualche spicciolo, per sfamare se stessi e la propria famiglia. La maggior parte viene da famiglie povere, ed ha perso i genitori durante la guerra; così oggi deve affrontare lavori molto duri per sopravvivere.
Today hundreds of these children are in the streets to work and earn money to feed herself and her family. Lots of these children are coming from poor family who lost their parents in the time of war and today they have to afford harsh works to survive.

