domenica 27 aprile 2008

Cavalieri agli antipodi

di Valeria Gentile

Nella prima fotografia, di Gordon Wiltsie, dei mandriani guidano i cavalli per il ritorno a Darhad Valley, in Mongolia, dopo lo svernamento nell'altro lato delle montagne, a più di tremila metri di altezza. Queste popolazioni hanno vissuto spostandosi tra le montagne per generazioni, ma il governo si sta impegnando per trasferire le popolazioni nomadi in centri urbani più stabili. Questo, purtroppo, significherà la fine di questi viaggi che si ripetono due volte all'anno. E' davvero un peccato che tutto questo si perda, e che si perda il piacere dell'uomo nell'ammirare quei colori, ascoltare quei suoni, sentire quei profumi, nella natura. Qualcosa che noi "occidentali civilizzati" abbiamo già perso da tempo. Nella seconda fotografia, invece, di William Albert Allard, un uomo si esibisce in un rodeo, completando il giro di introduzione in un'arena di fango a Tucson, in Arizona. Il Rodeo è l'evoluzione delle più pericolose tecniche degli antichi cowboy, che le usavano per domare i cavalli e catturare o marchiare i bovini. Durante questi spettacoli si cavalca in piedi sulla sella, al contrario, in gruppo, si prendono alla fune tori e vitelli. Uno dei tanti modi in cui l'uomo "gioca" con gli animali e con la storia, unendo allo spettacolo e all'esibizione il ricordo di ciò che si è stati in passato.

mercoledì 19 dicembre 2007

Il 2007 nelle fotografie del Time Magazine

Time Magazine pubblica le 47 fotografie che meglio raccontano gli eventi del 2007. Clicca qui per vederle le foto, o copia e incolla questo indirizzo nel tuo browser: http://www.time.com/time/photogallery/0,29307,1695460,00.html

giovedì 11 ottobre 2007

La selezione delle fotografie in un foto reportage

“Nelle tre settimane trascorse nelle Falklands, nel South Georgia e nella Penisola Antartica, ho scattato 7.024 fotografie per un totale di 182 Gigabytes. […] Di tutte queste, 92 sono degne di essere stampate, e una dozzina potrebbero essere utilizzate per una mostra od un portfolio. Tre di queste sono tra i miei migliori scatti in assoluto.”

Chi scrive è il fotografo Michael H. Reichmann, autore del sito “The Luminous Landscape” , che riferisce della spedizione fotografica in Antartico da lui guidata nel febbraio 2007.

Nell’articolo si trovano altre considerazioni degne di attenzione, ma mi interessa soffermarmi sui numeri sopra riportati:
  • 7.024 fotografie scattate
  • 92 degne di essere stampate (1,3% del totale)
  • 12 valide per un’esposizione (0,3%!)
  • 3 tra le migliori in assoluto (0,0!)

Posto che Michael H. Reichmann conosce il mestiere, questi numeri la dicono lunga sulla severità del processo di selezione cui un professionista sottopone le proprie fotografie.
“Over a three week period in the Falklands, South Georgia and the Antarctic Peninsula I shot 7,024 frames totaling 182 Gigabytes. […] I ended up with some 92 frames which I consider worth printing, and a dozen which are portfolio / exhibition grade. Three of these are among the best work which I feel that I have ever done.”

The author of these few lines is Michael H. Reichmann, manager of the web site “the luminous landscape”, telling of the photographic expedition he led in the Antarctic Area in February 2007.

There are other interesting considerations in his feature, but I’d like to focus on the above-cited figures:
  • 7,024 shots
  • 92 frames worth printing (1.3% of the total)
  • 12 frames “exhibition grade” (0.3%!)
  • 3 among the best shot ever taken (0.0!)

As Michael H. Reichmann sure knows his works, these figures say a lot about the strictness of the process of “photo selection” of a professional photographer.